Il mio approccio

Comprendere e cambiare devono procedere insieme.

La comprensione della storia personale è essenziale, ma non sempre è sufficiente a modificare ciò che continua a ripetersi. Nel mio lavoro integro una formazione psicoanalitica con approcci contemporanei rivolti al trauma, alla regolazione emotiva, all’esperienza corporea e alla costruzione di nuove possibilità.

Un percorso costruito sulla persona, non su un protocollo standard
Il criterio del lavoro

La tecnica viene scelta in funzione della persona, non la persona in funzione della tecnica.

Cornice psicoanaliticastoria, significati e relazione
TraumaEMDR e lavoro sensomotorio
Regolazione emotivarisorse, corpo e consapevolezza
Integrazionestrumenti scelti caso per caso
Una cornice, più strumenti

Non un insieme di tecniche, ma un modo coerente di pensare la persona.

L’integrazione non consiste nel passare casualmente da un metodo all’altro. La cornice psicoanalitica orienta la comprensione della storia, delle relazioni e dei significati. Gli approcci contemporanei permettono, quando utile, di lavorare in modo più diretto su memorie traumatiche, reazioni corporee, autocritica e difficoltà di regolazione.

Comprendere

Riconoscere il senso di ciò che accade.

I sintomi e i comportamenti non vengono considerati soltanto come problemi da eliminare. Possono esprimere modalità di protezione, conflitti, esperienze relazionali e tentativi di adattamento che hanno avuto una funzione nella storia della persona.

Cambiare

Trasformare ciò che continua a ripetersi.

La comprensione diventa terapeutica quando apre possibilità nuove: regolare emozioni intense, riconoscere bisogni e limiti, elaborare esperienze disturbanti e sperimentare modi differenti di stare con sé e nelle relazioni.

Studio di psicoterapia del dottor Daniele Colombo
La relazione terapeutica

Il metodo non sostituisce l’incontro.

Qualunque strumento venga utilizzato, il lavoro si sviluppa all’interno di una relazione terapeutica stabile. È in questo spazio che possono diventare osservabili modalità abituali, timori, aspettative e forme di protezione che spesso agiscono automaticamente.

Il terapeuta non applica semplicemente una procedura. Ascolta, formula ipotesi, verifica ciò che accade nel percorso e adatta il lavoro ai tempi, alle risorse e alla possibilità della persona di avvicinarsi a esperienze difficili.

La relazione non è il contenitore neutro della tecnica: è una parte attiva del processo di cambiamento.
Gli orientamenti integrati

Approcci differenti, utilizzati con una direzione comune.

Le descrizioni seguenti non rappresentano percorsi separati tra cui il paziente debba scegliere. Indicano strumenti e prospettive che possono entrare nel lavoro quando risultano coerenti con la situazione clinica.

P

Psicoterapia psicoanalitica

Aiuta a comprendere come storia personale, relazioni interiorizzate, conflitti e modalità inconsapevoli influenzino il presente e tendano a ripetersi.

E

EMDR

Può essere utilizzato per lavorare su esperienze traumatiche o memorie disturbanti che mantengono reazioni emotive, corporee e convinzioni negative nel presente.

S

Sensorimotor Psychotherapy

Porta attenzione alle risposte corporee, alle tendenze d’azione e ai modi in cui il corpo conserva tracce di esperienze che non sono completamente elaborate.

C

Compassion Focused Therapy

È particolarmente utile quando autocritica, vergogna e senso di inadeguatezza rendono difficile accedere a una posizione interna più equilibrata e protettiva.

M

Mindfulness

Può sostenere la capacità di osservare pensieri, emozioni e sensazioni senza esserne immediatamente trascinati, ampliando consapevolezza e possibilità di scelta.

I

Integrazione personalizzata

La scelta degli strumenti dipende dagli obiettivi, dalla fase del percorso, dalle risorse disponibili e dalla possibilità di mantenere il lavoro entro una finestra di tolleranza adeguata.

Trauma e regolazione

Non sempre ciò che è compreso a parole è già cambiato nell’esperienza.

Alcune difficoltà persistono perché sono sostenute da memorie implicite, risposte corporee automatiche, stati di allarme o modalità di protezione che si attivano prima della riflessione.

In questi casi il lavoro può includere attenzione al corpo, stabilizzazione, riconoscimento delle risorse e rielaborazione graduale delle esperienze disturbanti. La priorità non è forzare il ricordo, ma creare condizioni sufficienti di sicurezza e regolazione.

01
Stabilizzare prima di approfondireNon si procede verso contenuti intensi senza considerare risorse e capacità di regolazione.
02
Rispettare le protezioniLe difese non vengono trattate come ostacoli da abbattere, ma comprese nella loro funzione.
03
Integrare parola, emozione e corpoIl cambiamento diventa più stabile quando coinvolge più livelli dell’esperienza.
Trauma · regolazione · relazione

«Non si tratta soltanto di ricordare diversamente, ma di poter vivere il presente con maggiore libertà.»

Come viene costruito il percorso

La direzione emerge dalla consultazione e viene verificata nel tempo.

Non parto da una tecnica prestabilita. I primi colloqui servono a comprendere la domanda, la storia, le risorse e le condizioni attuali. Da questa valutazione prende forma una proposta di lavoro che potrà essere rivista durante il percorso.

01

Comprendere la domanda

Che cosa porta a chiedere aiuto ora, quali difficoltà sono più urgenti e quali cambiamenti si desiderano.

02

Formulare una direzione

Collegare i problemi attuali alla storia e individuare obiettivi realistici, senza ridurre la persona a una diagnosi o a un sintomo.

03

Scegliere gli strumenti

Utilizzare parola, relazione, lavoro sul corpo o rielaborazione del trauma in funzione della fase e della tollerabilità.

Circa tre colloqui inizialiUna breve consultazione prima di decidere se avviare la psicoterapia.
Obiettivi condivisiLa direzione viene formulata insieme e non imposta dall’esterno.
Verifica nel tempoIl lavoro viene periodicamente riconsiderato alla luce di ciò che cambia o rimane difficile.
Domande frequenti

Sul modo di lavorare.

Devo scegliere in anticipo tra EMDR e psicoterapia psicoanalitica?

No. Gli approcci non vengono proposti come pacchetti separati. La consultazione serve anche a comprendere quali strumenti possano essere utili, in quale momento e all’interno di quale direzione complessiva.

L’EMDR viene utilizzato in ogni percorso?

No. Può essere indicato in alcune situazioni, ma non è necessario né appropriato in modo automatico. La scelta dipende dalla comprensione clinica della situazione, dalle risorse e dalla fase del lavoro.

Il lavoro sul corpo sostituisce la parola?

No. L’attenzione all’esperienza corporea integra il dialogo e può rendere osservabili reazioni che non sono facilmente accessibili soltanto attraverso il racconto.

Quanto è direttivo il percorso?

Il grado di struttura può variare. In alcuni momenti il lavoro è più esplorativo, in altri può includere obiettivi specifici, esercizi o procedure. La direzione viene comunque condivisa e adattata alla persona.

È possibile utilizzare questo approccio anche online?

Molti aspetti del lavoro possono essere svolti online, purché la modalità sia appropriata e siano presenti condizioni sufficienti di stabilità, privacy e regolazione.

Possiamo capire insieme quale forma di lavoro sia più adatta alla sua situazione.

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