Comprendere e cambiare devono procedere insieme.
La comprensione della storia personale è essenziale, ma non sempre è sufficiente a modificare ciò che continua a ripetersi. Nel mio lavoro integro una formazione psicoanalitica con approcci contemporanei rivolti al trauma, alla regolazione emotiva, all’esperienza corporea e alla costruzione di nuove possibilità.
La tecnica viene scelta in funzione della persona, non la persona in funzione della tecnica.
Non un insieme di tecniche, ma un modo coerente di pensare la persona.
L’integrazione non consiste nel passare casualmente da un metodo all’altro. La cornice psicoanalitica orienta la comprensione della storia, delle relazioni e dei significati. Gli approcci contemporanei permettono, quando utile, di lavorare in modo più diretto su memorie traumatiche, reazioni corporee, autocritica e difficoltà di regolazione.
Riconoscere il senso di ciò che accade.
I sintomi e i comportamenti non vengono considerati soltanto come problemi da eliminare. Possono esprimere modalità di protezione, conflitti, esperienze relazionali e tentativi di adattamento che hanno avuto una funzione nella storia della persona.
Trasformare ciò che continua a ripetersi.
La comprensione diventa terapeutica quando apre possibilità nuove: regolare emozioni intense, riconoscere bisogni e limiti, elaborare esperienze disturbanti e sperimentare modi differenti di stare con sé e nelle relazioni.

Il metodo non sostituisce l’incontro.
Qualunque strumento venga utilizzato, il lavoro si sviluppa all’interno di una relazione terapeutica stabile. È in questo spazio che possono diventare osservabili modalità abituali, timori, aspettative e forme di protezione che spesso agiscono automaticamente.
Il terapeuta non applica semplicemente una procedura. Ascolta, formula ipotesi, verifica ciò che accade nel percorso e adatta il lavoro ai tempi, alle risorse e alla possibilità della persona di avvicinarsi a esperienze difficili.
Approcci differenti, utilizzati con una direzione comune.
Le descrizioni seguenti non rappresentano percorsi separati tra cui il paziente debba scegliere. Indicano strumenti e prospettive che possono entrare nel lavoro quando risultano coerenti con la situazione clinica.
Psicoterapia psicoanalitica
Aiuta a comprendere come storia personale, relazioni interiorizzate, conflitti e modalità inconsapevoli influenzino il presente e tendano a ripetersi.
EMDR
Può essere utilizzato per lavorare su esperienze traumatiche o memorie disturbanti che mantengono reazioni emotive, corporee e convinzioni negative nel presente.
Sensorimotor Psychotherapy
Porta attenzione alle risposte corporee, alle tendenze d’azione e ai modi in cui il corpo conserva tracce di esperienze che non sono completamente elaborate.
Compassion Focused Therapy
È particolarmente utile quando autocritica, vergogna e senso di inadeguatezza rendono difficile accedere a una posizione interna più equilibrata e protettiva.
Mindfulness
Può sostenere la capacità di osservare pensieri, emozioni e sensazioni senza esserne immediatamente trascinati, ampliando consapevolezza e possibilità di scelta.
Integrazione personalizzata
La scelta degli strumenti dipende dagli obiettivi, dalla fase del percorso, dalle risorse disponibili e dalla possibilità di mantenere il lavoro entro una finestra di tolleranza adeguata.
Non sempre ciò che è compreso a parole è già cambiato nell’esperienza.
Alcune difficoltà persistono perché sono sostenute da memorie implicite, risposte corporee automatiche, stati di allarme o modalità di protezione che si attivano prima della riflessione.
In questi casi il lavoro può includere attenzione al corpo, stabilizzazione, riconoscimento delle risorse e rielaborazione graduale delle esperienze disturbanti. La priorità non è forzare il ricordo, ma creare condizioni sufficienti di sicurezza e regolazione.
«Non si tratta soltanto di ricordare diversamente, ma di poter vivere il presente con maggiore libertà.»
La direzione emerge dalla consultazione e viene verificata nel tempo.
Non parto da una tecnica prestabilita. I primi colloqui servono a comprendere la domanda, la storia, le risorse e le condizioni attuali. Da questa valutazione prende forma una proposta di lavoro che potrà essere rivista durante il percorso.
Comprendere la domanda
Che cosa porta a chiedere aiuto ora, quali difficoltà sono più urgenti e quali cambiamenti si desiderano.
Formulare una direzione
Collegare i problemi attuali alla storia e individuare obiettivi realistici, senza ridurre la persona a una diagnosi o a un sintomo.
Scegliere gli strumenti
Utilizzare parola, relazione, lavoro sul corpo o rielaborazione del trauma in funzione della fase e della tollerabilità.
Sul modo di lavorare.
Devo scegliere in anticipo tra EMDR e psicoterapia psicoanalitica?
No. Gli approcci non vengono proposti come pacchetti separati. La consultazione serve anche a comprendere quali strumenti possano essere utili, in quale momento e all’interno di quale direzione complessiva.
L’EMDR viene utilizzato in ogni percorso?
No. Può essere indicato in alcune situazioni, ma non è necessario né appropriato in modo automatico. La scelta dipende dalla comprensione clinica della situazione, dalle risorse e dalla fase del lavoro.
Il lavoro sul corpo sostituisce la parola?
No. L’attenzione all’esperienza corporea integra il dialogo e può rendere osservabili reazioni che non sono facilmente accessibili soltanto attraverso il racconto.
Quanto è direttivo il percorso?
Il grado di struttura può variare. In alcuni momenti il lavoro è più esplorativo, in altri può includere obiettivi specifici, esercizi o procedure. La direzione viene comunque condivisa e adattata alla persona.
È possibile utilizzare questo approccio anche online?
Molti aspetti del lavoro possono essere svolti online, purché la modalità sia appropriata e siano presenti condizioni sufficienti di stabilità, privacy e regolazione.